Interazioni con la natura e biologia pro – infiammatoria



di Anthony D. Ong, Dakota W. Cintron, Gabriel L. Fuligni; Brain, Behaviour, and Immunity (2024)

Il coinvolgimento con la natura, che include l’esposizione, l’interazione e la connessione con ambienti naturali, ha effetti dimostrabili sul benessere (Bratman et al., 2019, Frumkin et al., 2017, Hartig et al., 2014). Le teorie principali suggeriscono che la natura eserciti effetti restaurativi sui processi mentali e induca risposte emotive e fisiologiche che promuovono la salute e il benessere. La teoria della rigenerazione dell’attenzione (R. Kaplan e Kaplan, 1989; S. Kaplan, 1995) sostiene che le interazioni con la natura ripristinano le capacità di attenzione diretta, che vengono esaurite dalle richieste della vita moderna. La teoria della riduzione dello stress (Ulrich, 1983, Ulrich et al., 1991) propone che il contatto con la natura migliori le emozioni positive e induca un’attività fisiologica più calma, offrendo sollievo dagli stimoli ambientali stressanti. A complemento di questi quadri teorici, il modello “broaden-and-build” di Fredrickson (2001) postula che le emozioni positive, come quelle derivanti dall’immersione nella natura, possano aumentare le risorse psicologiche e biologiche nel tempo (es. Kok et al., 2013, Ong et al., 2018), migliorando la salute generale e la resilienza.

La ricerca empirica supporta sempre più queste teorie, evidenziando i benefici del contatto con la natura sulla salute mentale e fisica. Meta-analisi di studi osservazionali e di intervento mostrano effetti moderati e significativi dell’esposizione alla natura sull’aumento degli affetti positivi (McMahan ed Estes, 2015, Twohig-Bennett e Jones, 2018). Inoltre, studi di imaging neurale mostrano che camminare nella natura attiva la corteccia prefrontale subgenuale, suggerendo una riduzione genuina dello stress, piuttosto che un semplice spostamento dell’attenzione (Bratman et al., 2015). La vicinanza agli spazi verdi è stata anche collegata a una riduzione dei rischi di obesità, diabete e malattie cardiometaboliche (es. Dalton e Jones, 2020, De la Fuente et al., 2021, Doubleday et al., 2022, Shanahan et al., 2016). Tuttavia, rimangono significative lacune nella comprensione di come la natura influenzi la salute.

Un’area critica che richiede ulteriori indagini è il potenziale del contatto con la natura per alleviare l’infiammazione, un fattore chiave di numerose malattie croniche (Furman et al., 2019). Inoltre, gran parte della ricerca attuale è stata condotta al di fuori degli Stati Uniti (Bikomeye et al., 2022), sollevando interrogativi sulla possibilità di generalizzare i risultati tra le popolazioni. Infine, l’interazione tra diverse dimensioni dell’esposizione alla natura, come frequenza e qualità, necessita di ulteriori chiarimenti.

Questo studio affronta tali lacune basandosi su dati di sondaggi e biomarcatori da un campione nazionale di 1.244 adulti dello studio Midlife in the United States (MIDUS II). I nostri obiettivi sono tre. In primo luogo, intendiamo espandere la concettualizzazione dell’interazione con la natura oltre la mera frequenza, includendo la qualità dell’esperienza. In particolare, valutiamo se incontri più frequenti e piacevoli con la natura comportino maggiori benefici per la salute rispetto a quelli neutri o spiacevoli. In secondo luogo, modelliamo l’infiammazione come un costrutto latente per catturare effetti sistemici, tenendo conto degli errori di misurazione. Infine, aggiustiamo i modelli per una vasta gamma di covariate legate alla salute per isolare i legami unici tra il contatto con la natura e l’infiammazione.

Progetto
Utilizzando i dati di un sondaggio e biomarcatori di 1.244 adulti (età media = 54,50 anni, range = 34-84 anni) dello studio Midlife in the United States (MIDUS II), abbiamo esaminato le associazioni tra il coinvolgimento con la natura, definito come la frequenza degli incontri piacevoli con la natura, e l’infiammazione sistemica. Le concentrazioni di interleuchina-6 (IL-6), proteina C-reattiva (CRP) e fibrinogeno sono state misurate da campioni di sangue a digiuno. Le analisi sono state corrette per variabili socio-demografiche, comportamenti legati alla salute e benessere psicologico.

Risultati
Un contatto positivo più frequente con la natura è stato associato in modo indipendente a livelli inferiori di infiammazione circolante.

Conclusioni
Questi risultati si aggiungono alla crescente letteratura sugli effetti benefici della natura sulla salute, dimostrando come tali esperienze si concretizzano nei sistemi fisiologici, potenzialmente influenzando future politiche sanitarie e interventi di salute pubblica.

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Engagement with Nature and Proinflammatory Biology